UN ASSAGGIO DEL TRENTINO, LA VITA IN FATTORIA E I SEGRETI DEL FORMAGGIO ARTIGIANALE

Quest’anno desideravamo moltissimo regalare ai nostri bambini un’esperienza autentica come quella della vita in fattoria.

Un’esperienza in mezzo alla natura incontaminata, a contatto ravvicinato con gli animali e le loro attività quotidiane. Confesso che non è stato facile superare la nostra pigrizia da “tipi da spiaggia” in favore della vita in fattoria, ma ne è valsa la pena!

vita in fattoria

Così, ci siamo ritrovati con strati di vestiti addosso sulla cima di una montagna, a godere la bellezza di paesaggi mozzafiato incastonati tra le dolomiti, in mezzo a boschi, infinite distese di verde, laghi incantati, fiumi e torrenti. Un parco naturale dai colori straordinari, quello della Valle di Primiero in Trentino.

vita in fattoria

Abbiamo dormito in un Agritur del posto. Un risveglio che mai dimenticheremo, nel silenzio della valle, con frutti di bosco appena colti e succo di fragola fatto in casa. Fin dal primo giorno, i bambini hanno potuto partecipare alle attività giornaliere della fattoria e sono impazziti dall’entusiasmo.

Hanno portato a passeggio gli asini, dato da mangiare agli animali della stalla, osservato un alveare di api, munto una mucca e, con il latte appena raccolto, fatto il formaggio fresco tipico della zona. La Tosèla.

vita in fattoria

Siamo stati nel cuore del territorio di produzione di formaggi artigianali buonissimi come il Botìro, la Tosèla, il Nostrano di Primiero e il Trentingrana. Non potevamo perdere la visita al caseificio, per vedere e sapere di più sulla produzione tipica di questi formaggi, fatti con il latte delle malghe.

Le malghe sono quei pascoli alpini in alta quota dove le mucche vanno in vacanza, durante il periodo estivo detto di “alpeggio”. Lassù, grazie alla ricchezza e alla varietà floristica dei pascoli, le mucche producono circa 8400 quintali di latte di altissima qualità che confluisce nel caseificio di Primiero per essere trasformato artigianalmente in formaggio.

vita in fattoria

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La disponibilità di alcuni formaggi è limitata esclusivamente al periodo di alpeggio, una produzione che quindi segue i ritmi della natura e non le logiche di mercato. In particolare, per la sua peculiarità, è stato riconosciuto tra i presidi slow food, il Botìro di Primiero.

Un burro a panna cruda lasciata affiorare naturalmente in malga, lavorato e trasformato in modo artigianale secondo la tradizione casearia locale.
Una volta separata la panna dal latte, questa viene sbattuta fino a quando la parte grassa non si rapprende, raffreddata in acqua fredda e poi lavorata in stampi di legno. Il suo sapore è unico, così come il suo colore giallo che contiene tutto il sapore e l’odore dell’erba e dei fiori.

vita in fattoria

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Il Trentingrana fa parte della DOP grana padano ma con il marchio del Trentino, che indica la specifica attenzione e regolamentazione di qualità con cui viene prodotto il formaggio nelle zone di montagna e le sue particolari caratteristiche.

Sulla lavorazione di questo formaggio:

  • con 500 litri di latte si ottiene 1 forma di Trentingrana e durante il periodo di alpeggio ne vengono prodotte 14 al giorno;
  • dopo la lavorazione del casaro, il formaggio viene messo in vasche di salamoia per 14-30 giorni;
  • dopo la salamoia, inizia la stagionatura del formaggio che viene trasferito su assi di legno di abete in ambiente fresco e umido;
  • ogni 8-10 giorni le forme sono bagnate a mano con una spugna intrisa di acqua e capovolte. Per facilitare la formazione della crosta di protezione e dei batteri e microorganismi nella parte morbida che rendono il formaggio unico per sapore e odore;
  • dopo un anno di stagionatura il Trentingrana è pronto per essere consumato a tavola;
  • andando avanti con la stagionatura, il sapore risulterà più forte e aumenterà la consistenza granulosa.

vita in fattoria

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Anche la visita al caseificio è stata un’attività accolta dai bambini con grande stupore e attenzione. Penso che ricorderanno questa vacanza e la vita in fattoria per tutta la vita. L’odore forte della stalla, il sapore del succo di fragola, la libertà di camminare e correre liberamente nel verde, le storie di elfi nel bosco che guariscono le ferite, le mille scoperte ed esplorazioni giornaliere.

Oltre a chili di formaggio, abbiamo portato a casa la ricetta della Tosèla fatta in casa. L’appuntiamo qui e aspettiamo di farla in una di quelle giornate autunnali da passare in casa a rimpiangere l’estate, passata in un soffio.

Per qualche ricetta golosa con il formaggio, puoi sbirciare sulle nostre ricette come quella del plumcake ricotta limone olio di oliva  oppure degli spaghetti ricotta di bufala e pomodorini.

 

TOSÈLA FATTA IN CASA

INGREDIENTI
3 litri di latte intero, una punta di cucchiaino di caglio

COSA OCCORRE
una casseruola, una frusta, una schiumarola, una formina da ricotta, scolapasta, termometro

COME SI PREPARA:

  • scalda il latte a una temperatura di 38°/40°;
  • aggiungi il caglio diluito con acqua fredda;
  • aiutandoti con una schiumarola, mescola il latte con il caglio per alcuni secondi;
  • lascia riposare per circa 20 minuti;
  • una volta che il liquido si sarà coagulato, taglia la cagliata con la frusta facendo una croce dalla superficie fino in profondità;
  • mescola rapidamente con un cucchiaio e lascia riposare in modo che il formaggio si separi dal siero;
  • scola il formaggio in una scolapasta ed elimina del tutto la parte liquida;
  • dopo un paio d’ore la Tosèla è pronta;
  • taglia a fette la Tosèla e falla rosolare in una pentola antiaderente con il burro;
  • non appena diventa dorata su entrambi i lati, aggiungi sale e servi su un piatto;
  • accompagna la Tosèla con polenta e lucanica.

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